- Insomma la smetti di urlare?! Guarda che sto benissimo, stavo solo cercando di spegnere quell’interruttore vedi proprio lì sotto il lavello, ecco, brava.
Ho spento l’interruttore e il bip bip è cessato. E ora ci troviamo tutte e due qui sdraiate sotto il tavolo a guardarci imbarazzate.
Accidenti a questa vecchia, c’ero proprio cascata.
- Sai, di solito ci riesco senza cadere. Sono abituata a fare tutto da sola -
- Lo vedo. Allora ti lascio qui sdraiata e tolgo il disturbo okay?
- Bè già che ci sei potresti anche darmi una mano ad alzarmi
- E perché dovrei? -
Vista dall’alto sembra una macchia scura sulle mattonelle
- Se vivi da sola avrai imparato qualche trucchetto per rimetterti in sella, no? Dai fammi vedere, sono curiosa-
- E va bene ragazzina, stai attenta. Ecco una lezione per tutte le piccole arroganti come te. Rotola su se stessa fino alla sedia a rotelle con le braccia aderenti al corpo, poi, facendo leva prima sulle braccia e poi sui gomiti si tira su fino al bacino, che gira deciso con un lieve colpo di reni ed è seduta.
- Allora? Che ne dici
- Uhm, non sono una che si commuove o si impressiona facilmente.
- Mi era sembrato…sì.
- Bè, allora ora che sei di nuovo su due ruote, me ne vado.
- Dove pensi di andare?
- Boh… penso che salirò sul primo autobus per non so dove.
- Non hai un posto dove andare?
- No. Lo devo ancora trovare.
- Stai scappando da qualcuno vero?
- A te che importa?
- Nemmeno io sono una che si commuove facilmente. Ma ripensandoci potresti anche essermi utile…
- Non crederai che voglia restare qui a farti da serva?
- Ma, fai un po’ come ti pare. Quella è la porta. Se invece vuoi restare, comincia a togliere i piatti della colazione.
